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VERBANIA - 12-06-2021 -- Inizieranno l’8 luglio, alla presenza del professor Antonio De Luca, docente di Ingegneria strutturale all’Università Federico II di Napoli, le operazioni peritali per l’analisi delle cause che hanno provocato il disastro della funivia del Mottarone. Oggi il gip Elena Ceriotti ha accolto la richiesta di incidente probatorio avanzata dall’avvocato Marcello Perillo, legale di Gabriele Tadini, il caposervizio della funivia, uno dei tre indagati -al momento ristretto ai domiciliari- per lo schianto della cabina numero 3 dell’impianto che collega Stresa al Mottarone.

Agli accertamenti tecnici irripetibili sulla cabina, sui freni e sui cavi della funivia richiesti dalla difesa s’era opposta la Procura, chiedendo un rinvio di almeno due mesi motivato con la necessità di individuare altri possibili indagati tra chi ha progettato o manutenuto la cabinovia. Richiesta rigettata dal giudice perché le ragioni degli investigatori non dimostrano alcun pregiudizio per lo sviluppo dell’inchiesta, ma sono “una ragione di opportunità non presa in considerazione dal legislatore”.

L’incidente probatorio, dunque, si farà, sia con il perito individuato, sia con quegli altri che il gip s’è riservato di nominare con ulteriore provvedimento nei prossimi giorni, sino a formare un collegio di periti esperti, ai quali si affiancheranno quelli delle parti. Non solo delle difese di Tadini, di Luigi Nerini (proprietario e amministratore della società di gestione) e di Marcello Perocchio (il caposervizio esterno preposto alla verifica della sicurezza), ma anche delle parti offese. La Procura finora ne ha individuate 39, i parenti più prossimi delle 14 vittime e dell’unico sopravvissuto, alle quali s’è aggiunto il Codacons. Quasi tutti hanno già depositato la nomina di un legale e hanno ricevuto l’ordinanza del gip.

Ordinanza che era attesa per lunedì, ma che ha tardato d’una settimana per il cambio improvviso del gip. Con un provvedimento del presidente del Tribunale Luigi Montefusco, infatti, a inizio settimana il fascicolo è stato tolto al presidente della sezione penale Donatella Banci Buonamici, colei che aveva già deciso sui tre fermi degli indagati disposti dalla Procura, annullandoli, suscitando polemiche nell’opinione pubblica e generando un caos mediatico amplificato dalla sua successiva revoca e che sta lasciando strascichi anche istituzionali.